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martedì 29 dicembre 2009

L'appendicite mette fuori dai Giochi Vasili Rotchev


FONDO – Vasili Rotchev, che nell’estate si è sposato con Julia Tchepalova, di recente squalificata 2 anni per doping e quindi bandita a vita dalle Olimpiadi, non sarà a sua volta in pista a Vancouver 2010.

Il campione del mondo della sprint nel 2005 è stato infatti di recente operato di appendicite e per questo non è stato convocato ne per il Tour de Ski ne tanto meno per le successive tappe di Coppa del mondo in programma a gennaio.

Lo ha rivelato il tecnico Yuri Borodavko, che ha anche affermato di puntare sul 20enne Raul Shakirzyanov come suo possibile rimpiazzo per la staffetta dei Giochi.

mercoledì 23 dicembre 2009

Arriva la squalifica per Tchepalova e Matveeva

DOPING - Julia Tchepalova e Natalia Matveeva sono state ufficialmente squalificate per 2 anni dalla Fis per doping ematico. La decisione della Federazione internazionale, per la verità scontata, arriva dopo un mese quella analoga presa nei confronti di Evgeny Dementiev e Nina Rysina. Per Matveeva la squalifica è fino al 13 marzo 2011 mentre per Tchepalova fino al 12 agosto 2011. Ovviamente entrambe hanno ricevuto anche il bando a vita dai Giochi olimpici. Di fatto per Tchepalova la squalifica ha poco significato, avendo annunciato il ritiro proprio dopo la positività (la 34enne comunque ricorrerà al Tas di Losanna), mentre è un macigno per la 23enne Matveeva che vede così compromessa la sua partecipazione alle Olimpiadi di casa di Sochi 2014.

mercoledì 9 dicembre 2009

Confermata la presenza della Tchepalova a Davos

DOPING - La notizia si è sparsa martedì pomeriggio su diversi siti specializzati e ha trovato conferma ufficiale da parte della diretta interessata: Julia Tchepalova, al momento squalificata per 2 anni per doping ematico, è a Davos, dove nel weekend si disputeranno le gare di Coppa del mondo di sci di fondo, ad allenarsi.

La 33enne è stata vista sciare con una tuta rossa, apparentemente della nazionale svizzera, per non farsi riconoscere. Tchepalova ha dichiarato che la tuta rossa è un suo indumento personale e che la sua scelta di allenarsi a Davos è prettamente personale. Peraltro questa mattina il capo allenatore della squadra russa, Yury Charkovsky, aveva declinato ogni responsabilità dichiarando che la presenza dell'atleta a Davos, ammesso che venisse confermata (ed evidentemente lo è stata), non ha niente a che vedere con la squadra russa.

"Sono qui a titolo personale con la mia famiglia e non vedo dove stia il problema. Questa località non è ancora sotto la giurisdizione della Fis e lo sarà solo nel weekend" ha dichiarato Tchepalova. Le normative antidoping Wada e Fis impongono che un atleta sospeso per doping non possa trovarsi durante le gare nello stesso posto in cui si trova la sua squadra nazionale.

venerdì 20 novembre 2009

Tchepalova si appella al Tas contro la squalifica

DOPING - Il presidente della federazione russa di sci di fondo, Vladimir Loginov, ha comunicato che Julia Tchepalova si appellerà al Tas contro la squalifica di 2 anni inflittale per doping ematico. La 33enne contesta la regolarità delle procedure di analisi effettuate sia sul campione A che sul campione B. Loginov ha affermato che la federazione si sentirà soddisfatta solo se la squalifica sarà tolta.

Sempre in tema di doping e ricorsi al Tas: slitta nuovamente la data della sentenza sul caso della pattinatrice Claudia Pechstein. Ora dovrebbe essere resa nota il 25 novembre.

venerdì 23 ottobre 2009

Controanalisi positive per Julia Tchepalova

DOPING - Anche le controanalisi hanno confermato la positività all'Epo ricombinata della fondista russa Julia Tchepalova. La 32enne era stata trovata positiva a gennaio durante il Tour de Ski, e la notizia era stata resa pubblica solo in agosto. Tchepalova, 3 medaglie d'oro olimpiche in 3 diverse edizioni dei Giochi, pur avendo deciso per il ritiro, è stata l'unica dei tre fondisti russi coinvolti nello scandalo a richiedere l'analisi del campione B.

La Fis deciderà la sanzione contro i tre atleti il 13 novembre a Zurigo. Con ogni probabilità saranno tutti squalificati per 2 anni con relativo bando a vita dai Giochi olimpici, sanzione puramente nominale per Dementiev e Tchepalova, ma molto significativa per Rysina, 23enne, che dovrà quindi rinunciare ai Giochi di Sochi 2014.

lunedì 5 ottobre 2009

Nina Rysina non richiede le controanalisi

FONDO - La giovane fondista russa Nina Rysina trovata positiva all'epo ricombinata a gennaio, insieme ai più blasonati compagni di nazionale Evgeny Dementiev e Julia Tchepalova, ha deciso di non richiedere l'analisi del campione sanguigno "B", e quindi le controanalisi.

"Non voglio dire niente di definitivo prima del verdetto della Fis, che arriverà il prossimo mese. Mi limito a dire che continuerò ad allenarmi anche se devo farlo da sola e non in squadra, e che il ritiro non è una mia opzione."

La Rysina nello scorso febbraio si è laureata campionessa del mondo under 23 nella sprint in classico, ma con ogni probabilità perderà quel titolo, poichè ottenuto cinque giorni dopo il controllo antidoping incriminato. Con ogni probabilità verrà squalificata per 2 anni, fino alla fine di gennaio 2011, e soprattutto verrebbe bandita a vita dai Giochi olimpici.

Dei tre atleti russi del fondo trovati positivi, quindi, solo Julia Tchepalova ha richiesto le controanalisi (i cui risultati non sono ancora stati resi noti), mentre Evgeny Dementiev ha addirittura optato per il ritiro immediato dall'attività agonistica.

sabato 3 ottobre 2009

Doppia notizia dalla Russia sul fronte doping

DOPING - Sono arrivate due notizie dalla Russia riguardo il doping. In primis la federazione russa del biathlon ha deciso l'istituzione di un comitato antidoping permanente, composto da 8 persone. Finora un tale organo era inesistente, e venivano create delle commissioni provvisorie di 5 persone ogni qual volta ce ne fosse la necessità. La federazione ha comunicato che questa decisione è stata presa con il chiaro obiettivo di aumentare il controllo contro le pratiche dopanti e velocizzare i tempi nel malaugurato caso in cui un atleta venga trovato positivo.

Inoltre è arrivato la notizia che dal 27 al 29 settembre presso il laboratorio di Dresda (Germania) sono state svolte le controanalisi di Julia Tchepalova. Il padre della russa ha affermato che la figlia era presente all'apertura del campione B, i cui risultati però non sono ancora stati resi noti.

lunedì 7 settembre 2009

Istituita commissione speciale russa per indagare sullo scandalo doping scoppiato nel fondo

DOPING - Il presidente della federazione russa di sci di fondo, Vladimir Loginov, ha annunciato che sarà istituita una commissione speciale per indagare sui recenti casi di doping dello sci di fondo, che hanno coinvolto Julia Tchepalova, Evgeny Dementiev, Natalia Matveeva e Nina Rysina.

La commissione sarà guidata dal vicepresidente della federazione Vladimir Pletnev e tra i membri ci saranno anche il capoallenatore della squadra russa di sci di fondo Yury Charkovsky, il segretario della federazione Yury Garmash ed il direttore del centro antidoping di Mosca Grigor Rodchenkov.

L'obiettivo di questa commissione speciale è quello di capire in che modo gli atleti si siano procurati il materiale dopante e di evitare che episodi del genere accadano ancora. Al riguardo Loginov ha detto: "Sono stanco di ripeterlo: l'Epo non si assume accidentalmente o per caso, queste scuse sono ridicole. Noi siamo contro l'utilizzo di farmaci proibiti, e faremo di tutto per colpire duramente chi contravviene alle regole.

venerdì 4 settembre 2009

Majdic: "Mi sorprende la positività di Tchepalova. A me hanno fatto un solo controllo in stagione"

SCI DI FONDO - Dopo un lungo silenzio è tornata a farsi sentire Petra Majdic in una lunga intervista ad una televisione slovena, ecco i passaggi più significativi.

Tanto per cominciare la 29enne ha rivelato che oltre alla crioterapia per potenziare i muscoli delle gambe si è allenata in modo particolare sotto un altro punto di vista: "Soffro molto il caldo, quindi quest'estate per evitarlo mi sono allenata nelle prime ore del mattino e nella tarda serata, delle volte anche in piena notte. E' andato tutto bene, mi sento al 100 per cento. I muscoli delle gambe, che sono sempre stati il mio punto debole, stanno migliorando come speravo e credo che andrò più forte a skating. A breve tornerò a sciare sulla neve dei ghiacciai e lo scoprirò."

Riguardo la prossima stagione: "Sinceramente sento un po' di pressione per diversi motivi. Innanzitutto so che sarà praticamente impossibile migliorarmi in coppa del mondo: l'anno scorso ho vinto 9 gare, tantissime. Inoltre ci sono i giochi olimpici, dove non ho mai ottenuto niente, e sapendo che sarà la mia ultima olimpiade sarà una sfida particolare."

Immancabile la domanda sullo scandalo doping che ha travolto la Russia: "Sono stata molto sorpresa della positività di Tchepalova, sia perchè non ha ottenuto grandi risultati che potessero dare adito a sospetti, sia perchè è stata trovata positiva a gennaio e la notizia è stata data ad agosto. Non credo di essere l'unica che pensa che sia un periodo di tempo eccessivo".

Infine una sorprendente rivelazione: "In passato, soprattutto all'inizio della carriera, c'era del sospetto attorno a me, molti non credevano che una slovena potesse ottenere grandi risultati, quindi venivo testata spessissimo: ogni settimana sostenevo uno o due test. Invece l'anno scorso è successo l'esatto contrario: non ho quasi mai subito test antidoping. Solo uno in tutta la stagione, a Ruhpolding".

martedì 1 settembre 2009

"In Russia c'è una morale diversa verso il doping"

DOPING - Lo speaker norvegese di diverse gare di sci di fondo, Kjell Erik Kristiansen, ha scritto una propria riflessione ad un sito svedese riguardo Evgeny Dementiev e i casi di doping russi in generale. Abbiamo tradotto le parti più significative.

"Ho conosciuto molto bene Evgeny un paio di anni fa: abbiamo fatto insieme un viaggio in Russia per arrivare a Khanty-Mansiysk dove si disputavano delle sprint, con noi c'erano anche atleti svedesi e italiani. Dopo essere atterrati a Ekateriniburg abbiamo fatto 16 ore di treno, quindi abbiamo preso pullmino scassato e piccolissimo, e siamo passati per il suo paese natale dove ci siamo fermati. Siamo scesi, ci ha presentato alla piccola comunità con orgoglio, spiegando che c'erano anche alcuni dei suoi rivali, è stato un momento toccante; per gli abitanti di quel piccolo villaggio sperduto nella steppa Evgeny è un eroe, e non solo per meriti sportivi: fino a qualche anno fa in quel posto non c'era nemmeno la scuola. Alcuni degli introiti ottenuti grazie all'oro olimpico li ha donati per ampliare le piccole strutture scolastiche, è davvero una brava persona. Lo scorso inverno si seppe che c'erano 5 fondisti russi tenuti anonimi che la Fis considerava "sorvegliati speciali". Dementiev era uno di questi, e adesso è entrato nella lista degli atleti dopati, una lista che in Russia è più lunga che altrove.

Il padre di Julia Tchepalova era l'allenatore di Shiryayev, ed era stato interdetto per due anni, eppure ha continuato ad allenare la figlia, ed è stato reinserito nelle squadre russe appena terminata la squalifica.
Ho sentito su Facebook Natalia Matveeva, non abbiamo parlato di doping, era molto allegra diceva che la sua vita andava bene, che si è appena sposata, e che si sta allenando come se nulla fosse.

Il fatto è che in Russia c'è una cultura, una morale, completamente diversa: lì il punto di vista nei confronti del doping è 'Se non ti trovano non c'è nessun problema', e questo viene inculcato anche agli atleti più giovani. Il doping non è considerata una cosa sleale e immorale, è solo una sorta di rischio calcolato. Se diventi campione olimpico una volta lo rimani per sempre, non importa se si scopre che sei sporco o meno, privilegi, ricchezza e fama rimangono inalterati.

E' qui che bisogna agire per modificare veramente le cose, non è squalificando gli atleti per 2 anni che si risolverà il problema. Per risolvere il problema bisogna trovare, punire e allontanare anche i tecnici e i medici, che sono responsabili tanto quanto gli atleti, e soprattutto cambiare mentalità."

sabato 29 agosto 2009

I norvegesi che si incazzano... per i dopati russi

DOPING - Nella famosa canzone di Paolo Conte erano i francesi, e si "arrabbiavano" per Bartali. Oggi, invece, la parte di Bartali la fanno i russi dopati, mentre quella dei transalpini la fanno i norvegesi, che hanno attaccato pesantemente e senza mezzi termini parlando in alcuni casi a tv e e giornali di Oslo e dintorni fuori dai denti il giorno dopo la positività di Tchepalova, Dementiev e Rysina.

"Mi fanno incazzare" - ha detto letteralmente Eldar Rønning "E' la loro cultura: continuano a prendere scorciatoie." Frode Andresen ha fatto una riflessione più ampia, proponendo anche una misura deterrente: "La cosa più importante è che facciano pulizia nei loro quadri tecnici, oggi vengono presi e puniti solo gli atleti. Invece se per ogni atleta trovato positivo si riducesse il contingente che può iscrivere la nazione allora le cose cambierebbero seriamente: ad esempio se trovassero positivi 4 atleti, allora per la stagione successiva anzichè 6 posti la nazione dovrebbe averne solo 2. Vedrete che l'affare sarebbe trattato in maniera seria e anche gli atleti si ribellerebbero ai loro tecnici, ci sarebbe pulizia."

Duro anche il tecnico Vidar Løfshus: "La cosa pazzesca è che nonostante tutti questi scandali il capo allenatore russo continua ad occupare il suo posto. E probabilmente all'ouverture di coppa del mondo a Beitostølen lo troveremo ancora lì con il suo solito sorriso. Se i dirigenti russi non vogliono rimuoverlo dovrebbe essere la Fis ad obbligarlo ad andarsene"

Come se non bastasse, Dementiev è stato "avvistato" a Ramsau allenarsi insieme a Legkov e Alypov dopo la notizia della sua positività, e questo ha gettato ulteriore benzina sul fuoco. Ola Vigen Hattestad, presente a Ramsau come tutta la squadra sprint norvegese ha detto: "Sono choccato: ho incontrato Dementiev, e si sta allenando con i suoi compagni di squadra come se nulla fosse! E' chiaro che c'è una cultura sbagliata nel fondo russo. Personalmente spero che venga impedito a tutta la squadra russa di partecipare alla prossima coppa del mondo. Le conseguenze economiche sarebbero pesantissime e sarebbero costretti a cambiare veramente qualcosa. Non possiamo permettere che continuino a rovinare la reputazione di questo sport."

Ulf Morten Aune, il coach della squadra sprint norvegese è sulla stessa linea: "Sono furioso, frustrato e deluso. Avevamo pregato i russi di prendere sul serio il problema del doping, invece il fatto che Dementiev si stia ancora allenando con gli altri membri della squadra dimostra l'esatto contrario. La loro credibilità è zero. Per di più sanno che non sono da soli ad allenarsi, e che anche le altre nazionali li avrebbero visti. Questo è chiaramente un comportamento provocatorio. Adesso i dirigenti promettono ancora di prendere sul serio la piaga del doping? Stronzate. Lo dicono sempre e non cambia mai niente, sono stanco di loro."

Le due facce dello stesso scandalo doping russo

DOPING – Parla per la prima volta Julia Tchepalova dopo l’accusa di positività all’Epo ricombinato. Un sito russo ha intervistato ieri a Rybinsk la tre volte campionessa olimpica di fondo che nega in maniera categorica di aver fatto uso di sostanze dopanti.

A causa di problemi di salute (il padre-allenatore ha parlato di tiroide) la siberiana avrebbe deciso un paio di settimana fa di chiudere la carriera. La Tchepalova, che afferma di non aver ricevuto alcuna comunicazione ufficiale dalla Wada, intende chiedere le controanalisi e pretenderebbe che i campioni siano aperti in sua presenza e quindi sottoposti alle analisi in un laboratorio indipendente.

Mercoledì Yevgeny Dementiev ha invece commentato in modo completamente diverso la notizia del suo coinvolgimento all’ultimo caso doping che si è abbattuto sulla Russia. “Quando mi hanno informato della positività ho deciso quasi immediatamente di ritirarmi perché dopo uno scandalo simile è inaccettabile pensare di rimanere nello sport”.

Dementiev ha confermato che a giugno i medici gli hanno diagnosticato la sindrome di Gilbert, che si manifesta con l’aumento eccessivo e non controllato della bilirubina, il maggior prodotto del catabolismo dell’emoglobina. In genere colpisce chi subisce il trapianto del fegato e può determinare una parziale degenerazione delle cellule nervose con conseguente diminuzione delle prestazioni intellettuali.

giovedì 27 agosto 2009

Dure reazioni in Russia ai casi doping nel fondo

DOPING - La politica e le alte sfere dello sport russo hanno reagito duramente allo scandalo che ha travolto il fondo, d'altronde lo stesso Vladimir Putin, in un meeting in vista dei Giochi di Sochi 2014 ha auspicato misure più dure contro il doping.

Si sono esposti sia il presidente, Leonid Tjagatjev, che il vicepresidente, Vladimir Loginov, del Comitato olimpico russo. Loginov ha dichiarato: "I colpevoli devono essere puniti, chiunque siano e qualunque cosa abbiano vinto. Dobbiamo dare una punizione esemplare e sviluppare nuove misure per prevenire il doping in futuro."

Tjagatjev ha rincarato la dose: "Non li difenderemo e non daremo loro supporto. Io ed il ministro dello sport Mutko seguiremo la linea dura. Se vinci una medaglia d'oro olimpica, la tua reputazione deve essere all'altezza della tua fama. Dobbiamo fare una legge chiara per fare smettere questo fenomeno. Non c'è altra strada."

Sono arrivate dichiarazioni anche dalla presidentessa della Duma, il parlamento russo, Svetlana Zhurova: "E' terribile che cadano in disgrazia dopo avere vinto così tanto ed essere diventati eroi nazionali. Ho un doppio sentimento: da un lato mi dispiace tantissimo, ma dall'altro sono arrabbiata perchè erano vittorie sporche, e ci hanno preso in giro dopandosi.

Alla Duma è già allo studio una legge che permette di unire le indagini sportive alle indagini penali. Dobbiamo assolutamente porre fine a questo perverso circolo vizioso dove degli allenatori indecenti portano al doping i più giovani, anche i bambini."

Skinstad: "Ai dopati togliamo tutte le medaglie". La Russia perderebbe i cinque ori di Nagano 1998

DOPING - Åge Skinstad, direttore tecnico della squadra norvegese di sci di fondo, propone di togliere ai dopati tutte le medaglie vinte a Mondiali e Olimpiadi, anche quelle conquistate nei grandi appuntamenti precedenti alla positività. Secondo l’allenatore, riconfermato al suo posto fino al 2012, solo così si può prendere un provvedimento serio nei confronti degli imbroglioni.

“Se si applicasse questa regola nel caso dei russi – ha affermato Skinstad ai microfoni della tv pubblica norvegese – dovrebbe essere assegnato l’oro olimpico (del pursuit di Torino 2006) a Estil e quello iridato (sempre nel pursuit di Oberstdorf)”. Titoli vinti da Yevgeny Dementiev e Julia Tchepalova.

Ma il dato che più impressiona sottolineato dal Skinstad è il fatto che a Nagano 1998 tutte e 5 le medaglie d’oro (a cui si devono aggiungere due argenti e bronzo) in palio nel fondo sono finite al collo di tre zarine fermate per uso di sostanze dopanti.

Larissa Lazutina, 1° nella 5 km classica e nella Gundersen, e Olga Danilova 1° nella 15 classica, a cui si aggiunge il successo condiviso nella staffetta, sono state bandite a vita dai Giochi dopo essere risultate positive alla darbopoetina a Salt Lake City 2002. Tchepalova, 1° nella 30 skating si è saputo martedì positiva all’Epo ricombinato.

mercoledì 26 agosto 2009

Frode Estil e i due ori persi in gara da due dopati

DOPING – Come ci si sente a sapere che i due avversari che ti hanno negato l’oro olimpico per due edizioni dei Giochi, prima o poi, sono stati trovati positivi al doping? “Riesco a convivere con me stesso anche con l’argento al collo, però sono stufo di ricevere telefonate che mi avvertono di avversari caduti nella trappola del doping dopo avermi battuto alle Olimpiadi”.

Questo il commento di Frode Estil, sconfitto per 6 decimi nel doppio inseguimento di Torino 2006 da Yevgeny Dementiev, accusato ieri di positiva ad un controllo antidoping effettuato in Val di Fiemme nell’ultimo Tour de Ski. Il fondista norvegese nel 2002 era stato privato sul campo sempre del titolo nel pursuit dal bavarese naturalizzato spagnolo Johan Mühlegg, trovato poi positivo alla darbopoetina.

L’oro è stato assegnato successivamente in comproprietà a Estil e al compagno Thomas Alsgaard, finiti secondi parimerito nella volata sul traguardo. “Comuqnue non penso che nel 2006 Dementiev abbia vinto per uso di sostanze dopanti. Anzi credevo che negli ultimi anni tutti fossero puliti”. Cosa dovrebbe dire Stefania Belmondo, finita seconda nella 30 skating di Nagano e terza nella 10 classica di Salt Lake City sempre dietro a Julia Tchepalova?

Per il sito Fis i russi sono già ritirati e non graditi

DOPING – Per sfizio abbiamo clickato sulla scheda Fis di Julia Tchepalova e per avere una controprova anche su quelle di Yevgeny Dementiev e Nina Rysina. Abbia scoperto che lo status degli atleti secondo la federazione internazionale è già “Not active” (ritirato) e “Not allowed” (non ammissibile). La stessa cosa vale per Natalia Matveeva.

Quello che sorprende, in senso positivo (non del controllo), è la velocità con la quale siano già scattati dei provvedimenti simili dopo la notizia di ieri dell’accusa di uso di Epo ricombinato dei tre alteti russi. Intanto Per Wik, responsabile marketing di Madshus ha affermato che automaticamente è decaduto il contratto con Dementiev, il quale è tenuto il più presto possibile a restituire tutto il materiale che gli erano stato fornito.

Visto che l’ultimo contratto firmato con la federazione russa è stato firmato due anni fa, prima dei casi di doping Madshus avrebbe fatto scadere gli accordi economici la scorsa primavera (compresi quelli di Iourieva e Iarochenko) riservandosi la possibilità di riflette su quale strada intraprendere per il futuro.

Detto questo la casa costruttrice di sci norvegese non intende rinunciare a un mercato in costante espansione come quello russo ma al tempo stesso vuole tutelarsi per non subire un danno di immagine.

martedì 25 agosto 2009

Julia Tchepalova e il fondo russo travolti dal doping

DOPING – Secondo quanto riportato da diversi organi di informazione russi, primo fra i quali All Sport, i campioni olimpici Julia Tchepalova ed Yevgeny Dementiev sarebbero stati trovati positivi all’Epo ricombinato a seguito di controlli fatti in Italia ad inizio gennaio su campioni prelevati durante l’ultimo Tour de Ski.

Un altro caso analogo riguarderebbe un’altra fondista russa di secondo piano, Nina Rysina, trovata positiva alla stessa sostanza, a fine gennaio scorso, in occasione dei Mondiali under 23 disputati in Francia dove ha conquistato il titolo nella sprint in classico.

Pare che una settimana fa Julia Tchepalova, che vanta tre medaglie d’oro distribuite nelle ultime tre Olimpiadi invernali (a Vancouver cercava di eguagliare il poker storico dell’ex biathleta sovietico Aleksandr Tikhonov), abbia avvertito i responsabili della federazione russa che per motivi di salute (problemi di tiroide) non fosse più in grado di continuare l’attività agonistica.

Da quello che si apprende anche Dementiev avrebbe annunciato il ritiro dall’attività, che equivarrebbe indirettamente a una ammissione di colpevolezza. A quanto sembra la notizia sarebbe stata divulgata dalla federazione russa che avrebbe ricevuto ieri una lettera dalla Fis nella quale erano riportati i risultati delle analisi ricevuto il 14 agosto dalla Wada.

Sommati agli episodi dell’altra fondista Natalia Matveeva (di cui non si è più saputo nulla), delle tre star del biathlon Ekaterina Iourieva, Albina Akhatova e Dmitri Iarochenko, squalificati per 2 anni, sarebbero ben 7 i casi di positivà registrati nel passato inverno e riconducibili alla Russia, paese che ospiterà nel 2014 le Olimpiadi di Sochi.

C’è chi sostiene che dietro a tutti questi casi di doping ci sarebbe il professor Sergej Kurochkin. Inoltre in aprile sarebbero stati trovati positivi dall'agenzia antidoping russa alla stessa sostanza in una competizione locale i biathleti di secondo piano Andrei Prokunin e Viktoria Timofeeva.

domenica 21 giugno 2009

Si sono sposati Julia Tchepalova e Vasili Rotchev

FONDO – Nella chiesa di St. Nicholas, a Syktyvkar, capitale della Repubblica di Comi, nella Russia europea nordoccidentale, si sono sposati il 12 giugno la tre volte campionessa olimpica Julia Tchepalova e il campione del mondo, sempre nel fondo, Vasili Rotchev. I due avevano annunciato nello scorse settimana la nascita del loro team privato, coordinato da Anatoli Tchepalov, padre della sposa.

martedì 2 giugno 2009

Tchepalova e Rotchev si mettono in proprio

FONDO – Una delle coppie più celebri degli sport invernali, formata da Julia Tchepalova e Vasili Rotchev, fanno il grande passo e si mettono in proprio. I due ex campioni del mondo infrango un tabù dando vita ad un proprio Team che farà base a Syktyvkar, nella Russia nordoccidentale, indipendente dalle nazionali russe.

Con Tchepalova e Rochev si alleneranno la sorella di quest’ultimo, Olga Rotcheva, oltre a Igor Sorin, Olga Tiagai et Sergei Shiriaev, atteso al rietro dopo la squalifica per doping dei Mondiali di Sapporo 2007. Il tecnico di riferimento del gruppo sarà ovviamente Anatoli Tchepalov, papà della bionda siberiana.