
Nell'ultimo anno le ginocchia stanno facendo penare la tirolese: la scorsa stagione era stato il sinistro a dare problemi dopo una caduta ad Aspen. Tuttavia Niki aveva deciso di non fermarsi nonostante la situazione precaria dell'articolazione, e nel mese di dicembre era riuscita a salire tre volte sul podio in tre diverse discipline. Poi a gennaio la caduta a Zagabria durante la ricognizione, con rottura parziale del legamento che la costrinse a fermarsi. In quell'occasione l'austriaca aveva bruciato le tappe e riuscì a fare atto di presenza nel gigante della Val d'Isere poco più di un mese dopo pur senza essere competitiva. A marzo, comunque, riuscì a tornare nuovamente sul podio nello slalom di Ofterschwang, mostrando che la classe era intatta.
La Hosp si avvicinava quindi determinata e fiduciosa verso questa stagione, dove l'obiettivo era l'oro olimpico, già sfiorato in slalom a Torino (seconda a 29 centesimi da Anja Pärson), e unico alloro mancante al suo palmarès che già annovera una Coppa del mondo assoluta, un titolo mondiale in gigante ed una coppetta di specialità nella stessa disciplina.
Ora, però, ciò che più conta per la 26enne è guarire il più in fretta possibile: sarà dimessa dalla clinica lunedì o martedì, per poi iniziare immediatamente la rieducazione. In bocca al lupo Niki!
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