mercoledì 2 dicembre 2009

Intervista esclusiva con Sandra Gasparini

SLITTINO - Ha 19 anni ed è l’unica rappresentante dello slittino femminile italiano. L’avvio di stagione è stato quanto mai problematico, ma la giovane azzurra guarda con moderato ottimismo alle prossime gare.


Quali sono i motivi di un inizio di stagione così poco brillante?
La coppa del mondo è iniziata a Calgary, su una pista che non mi piace molto e che mi si addice poco. In gara ho avuto dei problemi ed ho compiuto un errore nella scelta del materiale , che mi ha svantaggiato a causa delle condizioni climatiche che cambiavano velocemente, rendendomi molto lenta. A Igls, invece, sono caduta nella nation cup e non mi sono qualificata per la competizione principale. Ora, tuttavia, devo dimenticare tutto questo e pensare già ad Altenberg.


Situazione qualificazione olimpica: pensi di riuscire a partecipare a Vancouver?
Gli allenamenti vanno molto bene, compresi quelli svolti sulla pista olimpica di Whistler Mountain. Tuttavia in gara, per ora, non sono riuscita ad esprimermi al meglio e non conosco il motivo. Per qualificarmi devo giungere tra le top15 in due gare di coppa. Spero di riuscirci.


Da te ci si attende il salto di qualità ad alto livello: è ancora troppo presto?
Ora ho 19 anni, sono ancora juniores ma gareggio già in coppa del mondo! Mi manca l’esperienza, ma ho tanti anni davanti a me e con il lavoro duro, i sacrifici e la pazienza arriveranno anche le vittorie.


Da troppi anni, a parte la naturalizzata russa Anastasia Antonova, lo slittino femminile italiano non riesce più a vincere. Per quale motivo secondo te?
Perché al momento per l’Italia gareggio solo io, che ancora non posso competere per le prime posizioni.


Alle tue spalle sta crescendo qualche ragazza di talento?
L’allenatrice Gerda Weissensteiner (campionessa olimpica a Lillehammer nel 1994) sta lavorando con delle giovani molto promettenti. Sono sicura che nei prossimi anni sarò affiancata da alcune ragazza dal grande potenziale.


Convertire gli slittinisti su pista naturale, che vincono quasi sempre, a quella artificiale potrebbe essere una soluzione per mantenere alta la competitività dell‘Italia?
Credo di sì. Ogni anno alcuni provano il grande salto, ma non a tutti piace. Io ad esempio vengo proprio dalla pista naturale, che è un ottimo inizio per capire come funziona lo slittino.


A tal proposito Zoeggeler dice di aver imparato l’arte dello slittino andando a scuola proprio con la slitta: a te è mai successo?
Qualche volta sì! D’altronde è sicuramente il modo migliore per capire ed imparare ad apprezzare questa fantastica disciplina.


Un tuo parere sul ‘cannibale’ Armin Zoeggeler.
Armin è semplicemente il migliore, un esempio per tutti noi compagni di squadra. 

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