martedì 2 marzo 2010

Laurenne Ross domina la Nor-Am femminile

ALPINO - Solo 42 le partecipanti all'ultima gara della settimana Nor-Am ad Aspen, un superG femminile. La vittoria è andata a colei che finora è la dominatrice del circuito nordamericano, Laurenne Ross.

La statunitense coglie il suo ottavo successo stagionale battendo di 56 centesimi la connazionale Katie Hartman e di 1"46 un'altra statunitense, Lauren Samuels. Quinta la prima canadese, Victoria Stevens.

La Nor-Am Cup femminile, e anche quella maschile, riprenderà il 14 marzo a Burke, nel Vermont.

Mondiali di scialpinismo Andorra Canillo 2010: Vittoria di Roberta Pedranzini nella Vertical race

SCIALPINISMO - Con la Vertical race di ieri è scattata la quinta edizione dei Mondiali di scialpinismo in programma questa settimana a Canillo (Andorra), sui Pirenei. L'Italia, che si presenta senza il valtellinese Guido Giacomelli (dopo l'infortunio ha preferito concentrarsi sulle gare italiane per preparare le classiche Sellaronda e Pierra Menta), è stata comunque protagonista.

Roberta Pedranzini dello Sci Club Alta Valtellina ha dominato la gara femminile disputata sulle nevi di El Tarter con il tempo di 48'25"5. La 38enne di Bormio ha preceduto di 58 secondi e mezzo la francese Laetitia Roux e la compagna di squadra Francesca Martinelli (49'49"3 - a destra nella foto). Da segnalare il 16° posto di Silvia Rocca, 17° Corinne Clos e 20° l'Espoir Martina Valmasso.

Nella gara maschile il successo è andato allo spagnolo Kilian Jornet Burgada, il quale, nonostante la febbre è riuscito a completare gli 880 metri di dislivello sotto i 40 minuti. Il 22enne catalano si imposto con il tempo di 39'50"08. Medaglia d'argento nel titolo assoluto per l'alpino valdostano Dennis Brunod a 6"7, terzo a 13"5 il francese Florent Perrier che ha preceduto di 17 secondi l'altoatesino dell'Esercito Manfred Reichegger. Da segnalare anche il 6° posto dell'Espoir Damiano Lenzi (40'"40"4), 11° Daniele Pedrini (42'25"2), 22° Denis Trento,(44'36"1), 30° Valerio Pozzi (45'31"8), Matteo Bignotti (46'53"6).

Nella categoria cadetti argento della valtellinese Silvia Piccagnoni staccata di 47"3 dalla francese Louise Borgnet (30'33"8), terza la svizzera Isaline Pichard (34'03"8). In campo maschile terzo Mirko Ferrari (25'33"5) alle spalle del tedesco Anton Plazer (22'58"6) e del francese Emilio Corbex (24'48"6).

Tra gli junior argento per Alessandra Cazzanelli (29'09"6) a un minuto e mezzo esatto dall'elvetica Jennifer Fiechter. Terza la ceca Karolina Grohova (29'26"). In campo maschile argento per Michele Boscacci (22'10"3) a 46"2 dallo svizzero Alan Tissieres. Terzo il tedesco Josef Rottmoser (23'24"9).

Christoph Knie campione d'Europa nella 20 km

BIATHLON - Si sono aperti oggi a Otepää in Estonia i Campionati europei. Dallo scorso anno la manifestazione è riservata agli atleti under 26, e quindi, per quanto riguarda questa edizione, coloro nati dal 1/1/1984 in poi.

La gara d'apertura è stata l'individuale maschile. A primeggiare il tedesco Christoph Knie, il quale ha chiuso la sua prova con 19/20 al tiro e un vantaggio di 15"3 sull'ucraino Oleg Berezhnoy, anch'egli autore di un errore. Terzo posto per il russo Alexey Volkov staccato di 21"0 e a sua volta con un errore al poligono.

Il tedesco Erik Lesser è giunto quarto a 45"1 di distacco ma mancando 2 bersagli. Il più rapido sugli sci è stato in russo Vladimir Semakov, sesto a 1'38" ma autore di ben 3 errori. Tra i due si è inserito un altro russo, già visto in Coppa del mondo quest'anno, ovvero Victor Vasilyev. Tra gli atleti interessanti iscritti alla gara anche il tedesco Daniel Böhm, giunto decimo a 3'01" e gravato di 5 penalità, oltre al norvegese Rune Brattsveen, 12esimo a 3'07" con 3 errori.

A livello junior ha invece primeggiato il russo Andrei Turgenev (18/20) con 1'26" di vantaggio sull'ucraino Andriy Vozniak (2 errori) e 2'35" sul francese Remy Borgeot (3 penalità). Nessun azzurro era iscritto alla gara. Giovedì in programma le staffette. Sabato e domenica sprint e inseguimenti con diretta su Eurosport.

Tredici biathleti norvegesi per Kontiolahti

BIATHLON - La federazione norvegese ha diramato le convocazioni per la tappa di Coppa del mondo di Kontiolahti, dal 12 al 14 marzo dove sono in programma staffetta mista, sprint e inseguimento. La principale novità è il ritorno nella squadra di Frode Andresen. Peraltro sarà la prima uscita di Svendsen e Tora Berger come campioni olimpici.

Uomini (7): Ole Einar Bjørndalen, Emil Hegle Svendsen, Halvard Hanevold, Tarjei Bø, Lars Berger, Alexander Os, Frode Andresen.

Donne (6): Tora Berger, Ann Kristin Flatland, Solveig Rogstad, Liv Kjersti Eikeland, Gro Marit Istad-Kristiansen, Kari Henneseid Eie.

Cambio al vertice della squadra russa di salto

SALTO - I pessimi risultati stagionali della squadra russa hanno portato alle dimissioni di Wolfgang Steiert, capoallenatore del team da ormai 6 stagioni. Dopo una lenta, ma costante, crescita lo scorso anno erano arrivati grandi risultati con Dmitri Vassiliev sul podio in diverse occasioni e addirittura quinto nella classifica generale di Coppa del mondo a fine stagione.

Quest'anno, invece, nulla è andato per il verso giusto e il rendimento dei russi nel complesso è stato alquanto sottotono. Molto deludente, in particolare, Denis Kornilov, il quale aveva saltato molto bene durante il summer grand prix e sembrava destinato a esplodere. Vassiliev, inoltre, non solo non ha confermato la scorsa stagione, ma si è infortunato proprio alla vigilia dei Giochi olimpici dovendo rinunciare agli stessi.

Le dichiarazioni di Steiert sono state emblematiche: "I risultati di questa stagione hanno dimostrato che il mio progetto a lungo termine di creare un team competitivo ai massimi livelli non può essere raggiunto. In particolare il tentativo di creare una squadra-B per integrare gli atleti più giovani non è stato realizzato a causa di mancanza di fondi e infrastrutture. Allo stato attuale delle cose non credo ci sia modo di progredire. Sono comunque grato alla federazione russa per quest'esperienza e per il supporto che mi è stato dato in questi anni".

Steiert a già abbandonato il suo ruolo e fino alla fine della stagione sarà sostituito dallo svizzero Berni Schödler, il quale dopo il nordic tournament e i mondiali di volo di Planica abbandonerà a sua volta l'incarico. La Russia dovrà quindi trovare un nuovo capoallenatore.

Daniela Irascho ha vinto la Continental Cup

SALTO - L'austriaca Daniela Iraschko ha matematicamente conquistato con 3 gare d'anticipo la Continental Cup di salto in versione femminile. L'austriaca, infatti, ha vinto la prima competizione sul trampolino di Zao (Giappone) ottenendo la vittoria numero 22 della carriera e la numero 11 della stagione (su 15 gare sin qui disputate!).

Il successo è stato, come spesso accaduto in questa stagione, nettissimo e la 26enne ha chiuso a 241 punti contro i 228 di Anette Sagen e i 227 di Ulrike Grässler. Nessuna italiana era iscritta alla competizione.

In classifica generale la Iraschko è salita a 1364 punti contro i 1047 della Grässler e i 1010 della Sagen con tre gare ancora da disputare. Dopo 5 edizioni vinte consecutivamente proprio dalla Sagen arriva quindi il primo ricambio nell'albo d'oro del circuito femminile, giunto alla sua sesta edizione.

lunedì 1 marzo 2010

Barak Obama perde la scommessa del medagliere di Vancouver 2010 e offre una cassa di birra al Canada

OLIMPIADI - Le 14 medaglie d'oro con cui il Canada ha conquistato la prima posizione del medagliere di Vancouver 2010 (dopo essere rimasta a bocca asciutta nelle due precedenti Olimpiadi casalinghe) hanno fatto perdere la scommessa a Barak Obama. Tra il presidente degli Stati Uniti e il collega del paese della Foglia d'acero rosso, Stephen Harper, c'era infatti in palio una cassa di birra per chi avesse vinto il testa a testa nordamericano. Come se non bastasse già la scottante sconfitta nella finale di hockey, gli Usa, che hanno comunque raggiunto il bottino record di 37 medaglie ma solo 9 del metallo più prezioso, hanno perso anche una confezione della migliore Yuengling, la più antica birra a stelle e strisce.

Propositi di ritiro per Axel Teichmann

FONDO - Dopo aver vinto la medaglia d'argento nella 50 km disputata ieri Axel Teichmann ha rilasciato un'intervista dove ha espresso dubbi sul proseguimento della sua carriera. L'atleta della Turingia ha infatti detto di non sapere se gareggerà anche nel prossimo inverno poichè gli acciacchi si stanno facendo sempre più frequenti e vorrebbe esplorare ciò che la vita ha da offrire lontano dallo sci di fondo.

La decisione definitiva, in ogni caso, non è ancora stata presa. Teichmann, 31 anni a luglio, ha vinto la Coppa del mondo assoluta nella stagione 2004-05. Oltre all'argento nella 50 km ha conquistato, in coppia con Tim Tscharnke, anche quello della sprint a coppie. Prima di Vancouver non aveva mai conquistato medaglie a Cinque cerchi. Due ori individuali e cinque argenti tra staffette e sprint a coppie sono, invece, il suo bilancio ai mondiali.

Elena Curtoni seconda in Coppa Europa

ALPINO - Quinto podio stagionale in Coppa Europa per Elena Curtoni. La sorella minore di Irene si è piazzata seconda nel superG femminile di Auron, in Francia, preceduta per soli 7 centesimi dall'austriaca Mariella Voglreiter, già prima il 19 febbraio scorso a Formigal e il 14 gennaio nella discesa di Caspoggio.

Terzo posto a 40 centesimi dalla vincitrice per la 18enne svizzera Priska Nufer, al primo podio nel circuito continentale. Non ha concluso la prova la tedesca Lena Dürr, leader della classifica generale nella quale Elena Curtoni è terza.

In casa azzurra bene anche Francesca Marsaglia, quinta, ed Enrica Cipriani, nona, le altre: 13a Anna Hofer, 15a Sabrina Fanchini, 18a Camilla Borsotti. Domani altro superG nel quale le italiane cercheranno di ripetere la bella prestazione collettiva di oggi.

Anette Sagen inaugurerà il nuovo Holmenkollen

SALTO - Alla fine sarà proprio Anette Sagen a inaugurare il nuovo trampolino di Holmenkollen. La 25enne ha battuto la concorrenza nientemeno che di Anders Jacobsen e Bjørn Einar Romøren avendo ricevuto un grandissimo sostegno popolare. La più grande saltatrice di tutti i tempi avrà dunque l'onore di essere la prima a saltare dal trampolino icona del salto con gli sci, ricostruito e rinnovato per i mondiali del prossimo anno dove, come a Liberec, anche le ragazze lotteranno per il titolo mondiale.

Il medagliere degli atleti: Marit Bjørgen è la regina

OLIMPIADI - Ci siamo chiesti quali fossero gli atleti ad aver conquistato più medaglie in assoluto in questa edizione olimpica, e abbiamo così stilato un medagliere relativo esclusivamente ai protagonisti. La regina è indiscutibilmente Marit Bjørgen, vincitrice di 5 medaglie e 3 ori. Tra gli uomini, invece, è Petter Northug a spiccare su tutti.

Ecco quindi i plurivittoriosi. Sono stati indicati coloro che hanno ottenuto più di un oro (sia individuale che a squadre) o almeno 3 medaglie.

MEDAGLIERE ATLETI VANCOUVER 2010
3-1-1 (5) Marit Bjørgen (Norvegia), sci di fondo
3-0-0 (3) Wang Meng (Cina), short track
2-1-1 (4) Petter Northug (Norvegia), sci di fondo
2-1-0 (3) Magdalena Neuner (Germania), biathlon
2-1-0 (3) Jung-Su Lee (Corea del Sud), short track
2-1-0 (3) Emil Hegle Svendsen (Norvegia), biathlon
2-0-1 (3) Martina Sablikova (Rep.Ceca), speed skating
2-0-0 (2) Maria Riesch (Germania), sci alpino
2-0-0 (2) Simon Ammann (Svizzera), salto
2-0-0 (2) Marcus Hellner (Svezia), sci di fondo
2-0-0 (2) Charles Hamelin (Canada), short track
1-2-0 (3) Stephanie Beckert (Germania), speed skating
1-1-1 (3) Aksel Lund Svindal (Norvegia), sci alpino
1-1-1 (3) Bode Miller (Stati Uniti), sci alpino
1-1-1 (3) Justyna Kowalczyk (Polonia), sci di fondo
1-0-2 (3) Johan Olsson (Svezia), sci di fondo
1-0-2 (3) Gregor Schlierenzauer (Austria), salto
0-3-0 (3) Johnny Spillane (Stati Uniti), combinata nordica
0-1-2 (3) Apolo Anton Ohno (Stati Uniti), short track

I vertici dello sport russo hanno le ore contate

OLIMPIADI - Il presidente della Russia in persona, Dmitrj Medvedev (foto), ha dichiarato esplicitamente in un'intervista televisiva che i responsabili della preparazione ai Giochi olimpici di Vancouver devono dimettersi. E che se non avranno il coraggio di farlo, saranno con ogni probabilità rimossi dall'alto. Sul banco degli imputati il ministro dello sport Vitaly Mutko e il presidente del comitato olimpico russo Leonid Tyagachyov.

La Russia ha chiuso le Olimpiadi con un bilancio di 3 ori, 5 argenti e 7 bronzi finendo 11esima nel medagliere e sesta come numero complessivo di medaglie. Già il 18 febbraio Boris Gryzlov, il presidente della Duma, aveva affermato che un risultato peggiore del quarto posto sarebbe stato inteso come fallimento. La situazione è molto pesante poichè i prossimi Giochi olimpici invernali si terranno proprio in Russia e quindi era lecito aspettarsi una crescita di risultati anzichè un calo.

Medvedev ha anche dichiarato come sia necessario instaurare un nuovo progetto che porti verso Sochi 2014 in maniera da essere competitivi per vincere il medagliere. Sempre secondo il presidente russo occorre un ripensamento nei sistemi di allenamento, a suo modo di vedere rimasti troppo legati ai canoni sovietici, ormai ampiamente superati.

Medagliere finale di Vancouver 2010 e confonto statistico con Torino 2006

MEDAGLIERE FINALE VANCOUVER 2010
1. Canada 14-7-5 (26)
2. Germania 10-13-7 (30)
3. Stati Uniti 9-15-13 (37)
4. Norvegia 9-8-6 (23)
5. Corea del Sud 6-6-2 (14)
6. Svizzera 6-0-3 (9)
7. Svezia 5-2-4 (11)
7. Cina 5-2-4 (11)
9. Austria 4-6-6 (16)
10. Olanda 4-1-3 (8)
11. Russia 3-5-7 (15)
12. Francia 2-3-6 (11)
13. Australia 2-1-0 (3)
14. Rep. Ceca 2-o-4 (6)
15. Polonia 1-3-2 (6)
16. Italia 1-1-3 (5)
17. Bielorussia 1-1-1 (3)
17. Slovacchia 1-1-1 (3)
19. Gran Bretagna 1-0-0 (1)
20. Giappone 0-3-2 (5)
21. Croazia 0-2-1 (3)
21. Slovenia 0-2-1 (3)
23. Lettonia 0-2-0 (2)
24. Finlandia 0-1-4 (5)
25. Estonia 0-1-0 (1)
25. Kazakistan 0-1-0 (1)

NOTE DI INTERESSE:

14 ori del Canada.
Record assoluto per una nazione ai Giochi olimpici invernali.
Primato precedente: Unione Sovietica, 13 ori, Innsrubck 1976

31 medaglie per i Paesi asiatici.
Record assoluto ai Giochi olimpici invernali.
Primato precedente: 26 medaglie, Nagano 1998

6 ori per la Svizzera.
Record assoluto per la nazione elvetica ai Giochi olimpici invernali.
Primato precedente: 5, Torino 2006 e Calgary 1988

Peggior Olimpiade invernale di sempre per Russia, Ucraina e Finlandia.

Miglior Olimpiade invernale di sempre per Canada e Corea del Sud.


DIFFERENZIALE CON TORINO 2006
Per ogni nazione è indicata la differenza di medaglie rispetto a Torino. Es. alla casella "ori" del Canada è indicato +7 poichè saliti dai 7 di Torino a 14 di Vancouver. Allo stesso mondo alla casella argento è indicato -3 poichè passati dai 10 di Torino ai 7 di Vancouver. Se il numero di medaglie rimane invariato rispetto a Torino vien indicato con 0 (ovvero nessuna variazione).

1. Canada +7 -3 -2 (+2)
2. Germania -1 +1 +1 (+1)
3. Stati Uniti 0 +6 +6 (+12)
4. Norvegia +7 0 -3 (+4)
5. Corea del Sud 0 +3 0 (+3)
6. Svizzera +1 -4 -2 (-5)
7. Svezia -2 0 -1 (-3)
7. Cina +3 -2 -1 (0)
9. Austria -5 -1 -1 (-7)
10. Olanda +1 -1 +1 (+1)
11. Russia -5 -1 -1 (-7)
12. Francia -1 +1 +2 (+2)
13. Australia +1 +1 -1 (+1)
14. Rep. Ceca +1 -2 +3 (+2)
15. Polonia +1 +2 +1 (+4)
16. Italia -4 +1 -3 (-6)
17. Bielorussia +1 0 +1 (+2)
17. Slovacchia +1 0 +1 (+2)
19. Gran Bretagna +1 -1 0 (0)
20. Giappone -1 +3 +2 (+4)
21. Croazia -1 0 +1 (0)
21. Slovenia 0 +2 +1 (+3)
23. Lettonia 0 +2 -1 (+1)
24. Finlandia 0 -5 +1 (-4)
25. Estonia -3 +1 0 (-2)
25. Kazakistan 0 +1 0 (+1)

NAZIONI A MEDAGLIA A VANCOUVER, NON MEDAGLIATE A TORINO:
Slovenia
Kazakistan

NAZIONI MEDAGLIATE A TORINO, NON MEDAGLIATE A VANCOUVER:
Ucraina
Bulgaria

Nor-Am: successi di Ross e McJames

ALPINO - Due gare femminili nella serata di ieri valide per la Nor-Am Cup. Nel superG, valido anche per la successiva supercombinata, tripletta statunitense e netta vittoria della leader del circuito nordamericano, Laurenne Ross, che ha preceduto di 83 centesimi Megan McJames e di ben 2"01 Julia Ford, fuori dalla zona podio per 6 centesimi la canadese Georgia Simmerling.

La seconda, la terza e la quarta arrivano nello stesso ordine nelle prime tre posizioni della supercombinata la cui classifica viene determinata dalla consueta manche di slalom. Vince la McJames che precede di 1"88 la Ford e di 4"65 la Simmerling che termina ex-aequo con la connazionale Madison McLeish, mentre la Ross sbaglia e chiude al ventiquattresimo posto con un distacco abissale. Stasera la settimana di gare ad Aspen si chiude con un altro superG femminile.

Medaglie e azzurri nella giornata conclusiva

OLIMPIADI - Raccogliamo in questo post i risultati delle ultime due gare e degli atleti italiani nell'ultima giornata dei Giochi olimpici di Vancouver.

SCI DI FONDO. 50 km mass start maschile (Finale)
1. Petter Northug (Norvegia)
2. Axel Teichmann (Germania)
3. Johan Olsson (Svezia)

HOCKEY GHIACCIO. Maschile
1. Canada
2. Stati Uniti
3. Finlandia

SCI DI FONDO. 50 km mass start maschile (Finale)
11. Giorgio Di Centa
26. Pietro Piller Cottrer
31. Valerio Checchi
36. Roland Clara

BILANCIO FINALE

Medaglie: 5
Oro: Giuliano Razzoli (Sci alpino, slalom)
Argento: Pietro Piller Cottrer (Sci di fondo, 15 km a tl)
Bronzo: Armin Zoeggeler (Slittino, singolo)
Bronzo: Alessandro Pittin (Combinata nordica, normal hill)
Bronzo: Arianna Fontana (Short track, 500 metri)

Piazzamenti tra i primi dieci: 38

A TORINO
Medaglie : 11 (5 ori, 6 bronzi)
Piazzamenti tra i primi dieci: 57

Virpi Kuitunen annuncia il ritiro a fine stagione

BIATHLON - Virpi Kuitunen, dopo le indiscrezioni di inizio febbraio, ha annunciato ufficialmente il suo ritiro dall'attività agonistica al termine della stagione. La finlandese, 34 anni a maggio, viene da una stagione deludente e un'Olimpiade da ectoplasma, e ha quindi deciso di appendere gli sci al chiodo.

Kuitunen in carriera ha ottenuto un totale di 27 vittorie individuali (18 vittorie in Coppa del mondo + 2 titoli mondiali + 7 tappe al Tour de Ski). Aggiungendo team sprint e staffette a coppie si arriva a 6 medaglie d'oro mondiali complessive, a cui vanno aggiunti un argento e un bronzo. Ai Giochi olimpici di Torino ottenne due medaglie di bronzo.

L'atleta di Kangasniemi ha vinto anche due Coppe del mondo assolute nella stagione 2006-07 e 2007-08. La prima fu dominata con un vantaggio di oltre 600 punti su Marit Bjørgen, mentre la seconda arrivò dopo un lungo duello con Astrid Jacobsen. Ha inoltre vinto due edizioni del Tour de Ski (2007 e 2009).

Gardena abbatte Torino e si garantisce di gara 7

HOCKEY GHIACCIO - Il Gardena travolge il Torino, che aveva il match point sul ghiaccio amico, e porta la serie a gara-7. Nella sfida tra Merano ed Egna sono i primi ad avere la meglio e garantirsi il match point, in trasferta, in gara-6

QUARTI DI FINALE, GARA 6 Report Completo
Torino - Gardena 0-4 (0-0/0-2/0-2)

QUARTI DI FINALE, GARA 5 Report Completo
Merano - Egna 4-2 (2-1/1-0/1-1)

SITUAZIONE SERIE
Vipiteno - Milano 4-1
Appiano - Caldaro 4-0
Gardena - Torino 3-3
Merano - Egna 3-2

Si gioca al meglio delle 7 partite.

Domani torna in campo la Serie A con l'ultima giornata della regular season e la sfida al vertice tra Pusteria e Renon.

In collaborazione con la Lega Italiana Hockey Ghiaccio

Vancouver, doping: Visnovsky positivo. Anzi no

OLIMPIADI - Primo caso di doping ai Giochi olimpici di Vancouver 2010, anche se sarebbe il caso di definirlo "mezzo" caso di doping. Infatti il giocatore di hockey slovacco Lubomir Visnovsky, 33 anni, è stato trovato positivo alla pseudoefedrina il 24 febbraio, dopo la partita di play-off contro la Svezia. Tuttavia pare che la positività sia dovuta a un farmaco antinfluenzale preso dal giocatore.

Il difensore degli Edmonton Oilers è stato sottoposto a un nuovo controllo antidoping il 26 febbraio risultato negativo. Il Cio ha così deciso per un "richiamo" nei confronti dell'atleta e ha aperto un inchiesta sul medico della nazionale di hockey slovacca, per indagare se esistono sue responsabilità nella somministrazione al giocatore di un farmaco proibito.

Vancouver 2010 Hockey Ghiaccio - Sidney Crosby realizza il sogno di tutta una nazione. Il Canada si regala la più grande emozione dei giochi.

Canada b. Usa 3-2 (1-0,1-1,0-1, 1-0) - Nessuno in Canada dimenticherà questo momento. Erano passati 7 minuti e 40 secondi dall’inizio dell’overtime, quando Sidney Crosby, il giocatore più atteso e sino a quel momento quasi inesistente sul ghiaccio , con un tiro di polso secco infilava tra le gambe di uno straordinario Ryan Miller il gol che valeva l’oro e il delirio di una nazione intera.

D’ora in poi il 28 Febbraio 2010 sarà per sempre ricordato da tutti i canadesi come la più grande vittoria della storia della loro nazionale e il giorno in cui “Sid the Kid” Crosby si è guadagnato l’immortalità hockeystica, consegnando la sua rete alla storia dello sport e delle olimpiadi.

L’attesa per questa partita era tale che dire che tutti in questo paese si erano fermati per assistere all’evento, risulterebbe addirittura riduttivo. I canadesi , hanno chiuso la loro olimpiade da record, vincendo quattordici medaglie d’oro, ma soprattutto vincendo quest’ultimo oro, quello con la O maiuscola. Qualsiesi canadese avrebbe barattato tutti gli altri 13 in cambio del trionfo nell’hockey maschile. Il modo in cui è arrivato poi lo ha reso ancora più bello ed entusiasmante.

La finale contro gli Stati Uniti è stata una delle partite più belle che si siano mai giocate su un campo da hockey. E’ stato il migliore spot possibile per chi non conoscesse questo meraviglioso sport e le emozioni che è in grado di regalare ai massimi livelli. Racchiudere in queste righe la cronaca e tutte le intense emozioni di questa sfida sarebbe impresa ardua. E’stata una battaglia all’ultimo respiro tra due squadre, fatte di straordinari giocatori, che hanno datto tutto, ma proprio tutto per poter sentire risuonare l’inno della loro nazione guardando una medaglia d’oro pendere dal loro collo.

In una partita equilibrata, come evidenziato anche dal numero dei tiri (39 a 36 per i canadesi) dalle occasioni da rete e da due grandissime prestazioni dei portieri Roberto Luongo e Ryan Miller, il Canada ha trovato i primi due gol grazie a due errori di liberazione difensiva commessa dagli americani nel proprio terzo. Jonathan Toews nel primo periodo e Corey Perry nel secondo, su un sciagurato assist del difensore Ryan Whitney, hanno portato avanti la squadra di casa 2-0.

Gli Usa non si erano mai trovati sotto in questo torneo e rimontare contro una squadra che in vantaggio poteva usufruire di meno pressione e dell’appoggio di un pubblico straordinario, non era affatto facile. Per riuscirci serviva forse un altro “miracle” come quello di trenta anni fa che valse l’ultimo oro olimpico statunitense. Ryan Kesler , deviando un tiro di Patrick Kane, dava speranza per una rimonta e faceva andare alla fine del secondo periodo sotto di un solo gol gli states.

Il terzo periodo viveva ancora su un ritmo intensissimo, con grandi battaglie negli slot, tutto giocato a velocità supersonica. I minuti passavano e sembrava ormai concretizzarsi il tanto sospirato esito per i canadesi. Si susseguivano occasioni su occasioni, in cui poteva esserci il 2-2 o il 3-1 del Canada, ma Miller e Luongo dicevano di no a ogni conclusione.

Quando mancavano poco meno di due minuti al termine, coach Ron Wilson, si gioca la carta della disperazione, togliendo il suo portiere per provare a giocare con l’uomo in più ma con la gabbia vuota. Il tempo scorre veloce e la marea rossa sulle tribune pensa già al countdown da scandire nel Canada Hockey Place, ma a venticinque secondi dalla sirena d’oro ecco che accade quello che non t’aspetti, quell’imprevedibile che rende lo sport poesia: Zach Parise di prepotenza si avventa su una respinta di Luongo e mette dentro il disco che pareggia i conti e manda all’overtime la finalissima.

Il supplementare di venti minuti, giocato in quattro contro quattro, ha una regola terribile ma affascinante al tempo stesso: il primo gol segnato vale l’intera posta in palio. Prima del momento che tutto il Canada ricorderà per sempre, sono proprio i padroni di casa a creare i pericoli maggiori e a dimostrarsi più coraggiosi nel rischiare ad attaccare.

Tutto quello che succede poi dal minuto 7.40 dell’overtime, quando l’ultima azione agonistica di tutta l’olimpiade di Vancouver 2010 è compiuta, è delirio puro, un carnevale rosso che rende per la nazione ospitante questi giochi indimenticabili.

Le legge dello sport vuole che ci sia solo un vincitore, ma seppur sconfitta, la squadra a stelle e striscie, meriterebbe anch’essa un oro, per tutto quanto ha fatto e per come da sfavorita ha saputo lottare fino alla fine, credendoci anche quando nessuno ci avrebbe più creduto.

Riconoscere i meriti degli avversari nobilità quelli dei vincitori. Il pubblico di casa, sportivamente regala loro grandi applausi al momento della consegna delle medaglie, prima di ascoltare e cantare a squarciagola assieme ai giocatori “O Canada” per la quattordicesima volta in questi giochi.

Da semplici narratori quali siamo invece, dire grazie a entrambe le squadre per lo spettacolo regalato è un atto che ci viene spontaneo.E’stato un torneo di hockey forse irripetibile, giocato in un paese che vive per questo sport e che ne ha fatto l’evento principe di tutta la sua olimpiade. Un olimpiade che ,a pochi minuti ormai dalla cerimonia di chiusura, ci mancherà davvero.
Grazie Vancouver per queste due settimane di grandissime emozioni. Arrivederci a Sochi.

di Pasquale Teoli

Vancouver 2010 - finale 1° posto curling maschile: Kevin Martin si riscatta per l'oro mancato nel 2002

CANADA b. NORVEGIA 6-3: Nel momento stesso in cui Kevin Martin ha vinto la finale dei Trials di Edmonton contro Glen Howard, l’oro nel curling maschile veniva considerato un punto fermo dei Giochi per il Canada.

Il titolo olimpico, sfuggitogli nel 2002 contro Pal Trulsen, era destino che arrivasse proprio contro un'altra Norvegia, quella di Thomas Ulsrud. Dalla prima delle due mani rubate consecutive nel quarto end di fatto il risultato non è più stato in discussione, tanto meno quando sono arrivati 2 punti nel settimo per il 5-2.

Ulsrud, che subisce la quinta sconfitta da Martin e la settima dal Canada, in altrettanti confronti, non ha avuto sempre il giusto supporto dal vice Torger Nergaard, al contrario di Martin che invece ha potuto contare su giocate d’antologia da parte di John Morris, mvp della finale.

K-Mart diventa il primo campione olimpico imbattuto e soprattutto mette in bacheca l’unico trofeo che ancora gli mancava per diventare a pieno titolo il più grande skip di sempre. L'impresa consente anche al Paese della Foglia d'acero rosso di assicurarsi con una giornata d'anticipo il primo posto nel medagliere.