ALPINISMO - Con la cima dello Shisha Pangma l'alpinista spagnola diventa la seconda donna a collezionare tutti i giganti della terra, a meno di un mese di distanza dalla coreana entrata nella storia con l'ascesa sull'Annapurna in barba allo stile alpino del pioniere Reinhold Messner
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martedì 18 maggio 2010
domenica 16 maggio 2010
Reinhold Messner da leggere due volte al salone del Iibro di Torino
ALPINISMO - Dopo il successo al Trento Filmfestival con il film che racconta la sua prima spedizione himalayana, Reinhold Messner è protagonista anche al Salone Internazionale del Libro di Torino con un doppio appuntamento in cui presenta oggi la sua verità sul Nanga Parbat
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venerdì 14 maggio 2010
L'Himalaya strega la giuria della Trento Filmfestival
ALPINISMO - La 58esima edizione del rassegna cinematografia premia con la Genziana d'oro la giovane francese Marianne Chauda Nanga Parbat il premio del pubblico e dei giornalisti
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mercoledì 5 maggio 2010
Nanga Parbat spopola al Trento film festival
ALPINISMO - La storia della drammatica scalata dei fratelli Messner sull'Ottomila himalayano, in virtù delle tante richieste, ha indotto gli organizzatori della 58esima edizione del rassegna cinematografica dedicata alla montagna a programmare quattro repliche
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martedì 27 aprile 2010
Miss Oh prima donna in cima a tutti i 14 Ottomila
ALPINISMO - L'alpinista sudcoreana ha conquistato la vetta dell'Annapurna tagliando un traguardo storico
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lunedì 26 aprile 2010
Guida alpina muore cadendo dal campanile di Cortina
ALPINISMO - Marco Da Pozzo del gruppo Scoiattoli, durante lavori di manutenzione presso la chiesa del centro storico ampezzano, scivolato dalla guglia ha riportando traumi al viso e al torace che sono risultati fatali
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Julia Roberts moglie di Mallory in un film
ALPINISMO - L'attrice premio Oscar sarà protagonista e produttrice del film dedicato all'alpinista inglese, scomparso nel 1924 nel tentativo di scalare l'Everest, che ha alimentato il più grande mistero d'alta quota
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mercoledì 10 marzo 2010
Nives Meroi commendatore della Repubblica
ALPINISMO - Nives Meroi lunedì era tra le 10 premiate al Quirinale che in occasione della festa delle donne ha ricevuto direttamente dalle mani di Giorgio Napolitano, l'onoreficenza di commendatore della Repubblica. Il riconoscimento è stato consegnato alla tarvisiana che ha conquistato 11 dei 14 ottomila "per gli eccezionali traguardi raggiunti nell'alpinismo di alta quota, un'attività rimasta a lungo prerogativa maschile".
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sabato 13 febbraio 2010
Individuato il corpo di Andrew Irvine? Il Mistero dell'Everest è custodito con lui nella sua Kodak?
ALPINISMO - Lo statunitense Tom Holzel, che da 30 anni con apparecchiature avanzate esplora metro per metro l’Everest alla lente d’ingrandimento come fosse Marte, è convinto di aver individuato il corpo congelato di Andrew Irvine, elemento chiave per risolvere una volta per sempre il Mistero della conquista del tetto del mondo. Lo riporta tra gli altri anche Scientic American, una delle più antiche e prestigiose riviste di divulgazione scientifica.
Gli storici da sempre sostengono infatti che in occasione del tentativo di scalare il gigante degli Ottomila nel 1924 l’alpinista inglese avesse con sè la celebre Kodak.
L’unica testimone in grado di dirci se insieme al compagno di cordata George Mallory, prima di perdere la vita nella discesa, Irvine (a sinistra nella foto) sia davvero salito in cima all’Everest con quasi 30 anni d’anticipo rispetto a Sir Edmund Hillary e allo sherpa Tenzing, ai quali i libri di storia riconoscono la prima ascesa.
Considerato il materiale con il quale si producevano le pellicole dell’epoca, secondo gli esperti, le immagini non sarebbero state intaccate dai raggi del sole. Anzi il grande freddo ne avrebbe favorito la conservazione.
Holzel, fondamentale per il ritrovamento dei resti di Mallory nel 1999, grazie agli studi fatti con il sofisticato microscopio trinocular è convinto di aver individuato anche Irvine sulla cosiddetta Fascia Gialla, a 8400 metri sulla Parete Nord, vicino alla zona in cui è stata recuperata nel 1933 la piccozza di quella celebre avventura.
Adesso bisogna trovare i finanziamenti (150mila euro) e alpinisti esperti in grado di risolvere già in primavera un enigma alto 8.850 metri.
Gli storici da sempre sostengono infatti che in occasione del tentativo di scalare il gigante degli Ottomila nel 1924 l’alpinista inglese avesse con sè la celebre Kodak.
L’unica testimone in grado di dirci se insieme al compagno di cordata George Mallory, prima di perdere la vita nella discesa, Irvine (a sinistra nella foto) sia davvero salito in cima all’Everest con quasi 30 anni d’anticipo rispetto a Sir Edmund Hillary e allo sherpa Tenzing, ai quali i libri di storia riconoscono la prima ascesa.
Considerato il materiale con il quale si producevano le pellicole dell’epoca, secondo gli esperti, le immagini non sarebbero state intaccate dai raggi del sole. Anzi il grande freddo ne avrebbe favorito la conservazione.
Holzel, fondamentale per il ritrovamento dei resti di Mallory nel 1999, grazie agli studi fatti con il sofisticato microscopio trinocular è convinto di aver individuato anche Irvine sulla cosiddetta Fascia Gialla, a 8400 metri sulla Parete Nord, vicino alla zona in cui è stata recuperata nel 1933 la piccozza di quella celebre avventura.
Adesso bisogna trovare i finanziamenti (150mila euro) e alpinisti esperti in grado di risolvere già in primavera un enigma alto 8.850 metri.
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martedì 9 febbraio 2010
Cai, Messner e le Alpi in coro dicono no al carcere per chi provoca valanghe proposto dal Governo
ALPINISMO - Il Club Alpino Italiano, Reinhold Messner e molti altri importanti esponenti del mondo della montagna, in coro, si sono detti contrari all'emendamento proposto dal Governo alla legge sull'emergenza in discussione al Senato.
"La montagna è uno spazio di libertà e non di coercizione. Il Cai e il mondo della montagna non possono accettare una norma che, forse dettata dall’emozione, costringe a casa alpinisti, sciatori ed escursionisti, e che porta una militarizzazione delle Terre Alte. La libertà di accesso è uno dei capisaldi dell'alpinismo e della frequentazione della montagna". Questo il pensiero di Annibale Salsa, presidente generale del Cai.
"La minaccia di multe e carcere per chi provoca una valanga - rincara la dose Messner - è una reazione isterica. Con iniziative legislative di questo genere si uccide l'alpinismo".
La proposta del governo, che raccoglie l'invito di Guido Bertolaso e della protezione civile a prendere provvedimenti affinché certi indicenti non si ripetano più sulle Alpi, è di stretta attualità. Nell'ultimo fine settimana il bilancio degli incidenti causati dal distacco di valanghe è stato infatti particolarmente drammatico: ben 10 morti.
Simone Moro, che insiste sulla necessità di impegnare più risorse sulla prevenzione e la diffusione della cultura della sicurezza in montagna, è invece assolutamente d'accordo con l'idea del governo di introdurre ammende salate (5mila euro) da applicare nei casi in cui vengano accettati comportamenti irresponsabili come lo sci fuoripista in presenza di allarme di pericolo valanghe.
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mercoledì 3 febbraio 2010
Un nuovo Ottomila per Marco Confortola dopo la tragedia del K2 2008 in cui moriro 11 alpinisti
ALPINISMO - Marco Confortola, sopravvissuto alla tragedia del K2 nell'agosto 2008 quando 11 persone persero la vita a causa di una valanga e di conseguenti errate decisioni, lancia una nuova sfida agli Ottomila.
Il 37enne della Valfurva, dopo la lunga riabilitazione causata dalla parziale amputazione alle dita dei piedi, ad aprile partirà per tentare di scalare il Lhotse (8.414 metri, quarta montagna della Terra vicina all'Everest) e scrivere una nuova pagina della sua storia.
Il valtellinese, che si farà accompagnare dallo sherpa Pasang Lama, con il quale ha condiviso la drammatica discesa dalla seconda vetta più alta del mondo, ha già in previsione infatti un nuovo libro.
Confortola (foto Discoveryalps) vuole raccontare senza filtri quanto sia stato difficile ricominciare a vivere la vita di tutti i giorni e quella di uomo di montagna dopo la convalescenza in ospedale e la sedia a rotelle prima di ritornare a muovere i primi passi.
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martedì 2 febbraio 2010
Simone Moro è l'Avventuriere d'Europa 2009
ALPINISMO - Simone Moro è stato premiato "European Adventurer of the Year" per il 2009, nell'ambito del concorso indetto per la prima volta cinque anni fa da Outside Magazine in collaborazione con la fiera di Stoccolma Outdoor & Adventurer. La prima salita invernale del Makalu con Denis Urubko è valsa all'alpinista bergamasco, diventato di recente papà, il prestigioso riconoscimento uscito per la prima volta dai confini svedesi. Moro ritirerà il premio, una piccozza con inciso il suo nome, il 13 marzo a Stoccolma in occasione di Wilderness fair.
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venerdì 8 gennaio 2010
Fabio Giacomelli muore sul Cerro Torre
ALPINISMO - E' morto nei giorni scorsi sul Cerro Torre in Argentina l'alpinista trentino Fabio Giacomelli, 51 anni. Faceva parte della cordata guidata da Elio Orlandi che stava tentando di aprire una via nuova per portare in vetta le ceneri di Cesarino Fava. Lo sfortunato alpinista è stato travolto da una valanga e il suo corpo è stato ritrovato solo dopo 2 giorni. Giacomelli lascia la moglie e due figli.
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sabato 21 novembre 2009
Domani a Cortina i funerali di Lino Lacedelli
ALPINISMO - Si terranno eccezionalmente domani pomeriggio alle 15 Cortina, i funerali di Lino Lacedelli. I membri del gruppo di arrampicatori "Scoiattoli" di Cortina di cui faceva parte porteranno il feretro. Per la giornata di domani il sindaco della località veneta ha indetto il lutto cittadino.
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venerdì 20 novembre 2009
E' morto oggi nella sua Cortina Lino Lacedelli ultimo testimone della conquista italiana al K2
ALPIN
ISMO – E’ morto Lino Lacedelli, che insieme ad Achille Compagnoni e a Walter Bonatti ha regalato all’Italia la prima ascensione sul K2 il 31 luglio 1954. Uno dei più grandi alpinisti italiani della storia è morto questa mattina nella sua abitazione di Cortina d’Ampezzo. Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 4 dicembre.
ISMO – E’ morto Lino Lacedelli, che insieme ad Achille Compagnoni e a Walter Bonatti ha regalato all’Italia la prima ascensione sul K2 il 31 luglio 1954. Uno dei più grandi alpinisti italiani della storia è morto questa mattina nella sua abitazione di Cortina d’Ampezzo. Avrebbe compiuto 84 anni il prossimo 4 dicembre. Con lui scompare l’ultimo testimone della conquista italiana alla seconda cima più alta della Terra. Lacedelli (a destra nella foto), che dopo l’intervento cardiaco subito l’estate scorsa, non si era più ripreso e proprio per i suoi problemi di salute non aveva potuto partecipare ai funerali del compagno di cordata Compagnoni, scomparso il 13 maggio.
Il 2009 verrà ricordato come l'anno nero per l'alpinismo italiano che il 7 agosto ha perso anche il mito dei Ragni di Lecco Riccardo Cassin.
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lunedì 9 novembre 2009
Arrampicata da Oscar: il regista Danny Boyle racconta la drammatica storia di Aron Ralston
ALPINISMO – Danny Boyle, regista che ha bucato il grande schermo con Trainspotting e ricevuto quest’anno l’Oscar (miglior film e miglior regia) per The Millionaire, ha scelto per il suo prossimo film una delle storie più agoscianti di montagna degli utlimi anni. Il regista inglese, che sarebbe stato contattato per gigrare il prossimo capitolo della saga di James Bond, nel 2010 comincerà le riprese di “127 Hours”.Il titolo si riferisce alle ore trascorse da Aron Ralston, durante un’arrampicata nel Canyonlands National Park dello Utah, bloccato da un masso che gli schiaccia la mano destra nel fondo di una gola. Una prigione verticale dalla quale l’ingegnere statunitense si è liberato decidendo di autoamputarsi l’arto per riuscire a sopravvivere.
Ralston, come racconta nel libro “Between a Rock and a Hard Place”, dopo aver bevuto la propria urina per sopravvivere, si rompe le ossa del braccio e con un coltello recide il tessuto e si taglia i tendini. Prima di trovare soccorso deve calarsi in corda doppia per 20 metri e percorrere 10 chilometri a piedi.
La storia dell’alpinista di 34 anni è sicuramente una delle più drammatiche insieme a quelle raccontate da John Krakauer nel libro “Into Thin Air” (Aria Sottile), dedicato a una spedizione sull’Everest del 1996 in cui morirono 8 persone, e da Joe Simpson in “Touching the void” (La morte sospesa), uscito vivo da un crepaccio andino dopo che il compagno aveva tagliato la corda considerandolo spacciato.
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venerdì 6 novembre 2009
Messner: L'alpinismo classico non è in estinzione

ALPINISMO - E' entrato nel vivo il programma dell' IMS, International Mountain Summit, piattaforma di incontro e discussione sui temi legati al mondo della montagna. Il focus di questa prima edizione è proiettato sull'attività alpinistica. La presentazione dell'evento si è svolta presso l'imponente forte asburgico di Fortezza, martedì 3 novembre.
Il summit si è aperto ufficialmente ieri in serata. Sul palco del forum di Bressanone sono saliti alcuni dei più forti alpinisti dal mondo, scalatori di ieri e di oggi. Tra di loro Reinhold Messner, Hans Kammerlander, Alexander Huber, Stefan Glowacz e Ines Papert. Davanti ad una affollata platea, il gota dell'alpinismo si è confrontato sul futuro di questa attività, in compagnia di alcuni giornalisti ed esperti del settore. Ma dove va l'alpinismo? Come possiamo immaginarlo tra 10 o 20 anni?
Secondo Reinhold Messner "L'alpinismo classico non soccomberà. Ci saranno innumerevoli piste e alcune montagne verranno preparate e attrezzate per portarci migliaia di clienti: questo sarà l'alpinismo commerciale. Ma uno sparuto gruppo si scalatori continuerà a fare ricerca in molte regioni disperse del pianeta, scoprendo nuove montagne e disegnando nuove vie".
La cordata che ha dato vita alla prima serata dell' IMS ha individuato una serie di tasselli portanti del nuovo alpinismo, un'attività in cui l'eposizione, il rischio, l'etica e la responsabilizzazione del singolo stanno divenendo - e diverranno sempre più - i fattori portanti. Gli alpinisti di domani andranno alla ricerca di montagne inesplorate e in regioni del mondo lontane dai riflettori, cercheranno di aprire nuove vie, affrontando elevati livelli di esposizione e difficoltà. Secondo Stefan Glowacz "nell'immediato futuro occorrerà impegnarsi in una scrupolosa azione di comunicazione, per cercare di trasmettere e far conoscere al pubblico montagne poco note ma molto difficili, lontane dalle classiche spedizioni commerciali e dai soliti grandi 8000. Luoghi in cui gli alpinisti vivono e vivranno intense esperienze di vita".
E dopo una frizzante serata, la seconda giornata all' IMS si è aperta con una serie di attività sul campo. Simone Moro, Cris Boninghton e Alexander Huber hanno accompagnato tre nutriti gruppi di escursionisti nelle vallate circostanti Bressanone. Noi abbiamo camminato in compagnia di Simone Moro verso il Rifugio delle Odle "Geisleralm" sotto una fitta nevicata. Cammin facendo si è parlato nuovamente di alpinismo e di eperienze vissute sulle montagne di tutto il mondo, trasformando l'escursione in un vero e proprio momento di incontro tra i frequentatori comuni della montagna e uno dei più forti arrampicatori contemporanei. La "piattaforma" di confronto voluta dal comitato organizzatore ha così preso pienamente forma.
Il summit dell'Alto Adige preseguirà sino all'8 novembre, proponendo, ogni giorno, incontri con alpinisti, - sul palco saliranno Lynn Hill, "Manolo" Maurizio Zanolla, Steve House, Doug Scott e molti altri - escursioni e convegni di approfondimento dedicati alle diverse declinazioni dell'arte di salire le montagne (programma completo).
L' IMS è appena nato ma già assomiglia agli "Ab Klettern" d'un tempo. L'usanza risale ai primi anni trenta: a novembre i migliori alpinisti solevano partire assieme per un’ultima scalata e mentre salivano si scambiavano esperienze e idee sulle tecniche di scalata, tendenze e conquiste nell’alpinismo e sui nuovi metodi per l’assicurazione. Nelle Dolomiti questa tradizione è rimasta viva fino alla fine degli anni settanta.
Il summit si è aperto ufficialmente ieri in serata. Sul palco del forum di Bressanone sono saliti alcuni dei più forti alpinisti dal mondo, scalatori di ieri e di oggi. Tra di loro Reinhold Messner, Hans Kammerlander, Alexander Huber, Stefan Glowacz e Ines Papert. Davanti ad una affollata platea, il gota dell'alpinismo si è confrontato sul futuro di questa attività, in compagnia di alcuni giornalisti ed esperti del settore. Ma dove va l'alpinismo? Come possiamo immaginarlo tra 10 o 20 anni?
Secondo Reinhold Messner "L'alpinismo classico non soccomberà. Ci saranno innumerevoli piste e alcune montagne verranno preparate e attrezzate per portarci migliaia di clienti: questo sarà l'alpinismo commerciale. Ma uno sparuto gruppo si scalatori continuerà a fare ricerca in molte regioni disperse del pianeta, scoprendo nuove montagne e disegnando nuove vie".
La cordata che ha dato vita alla prima serata dell' IMS ha individuato una serie di tasselli portanti del nuovo alpinismo, un'attività in cui l'eposizione, il rischio, l'etica e la responsabilizzazione del singolo stanno divenendo - e diverranno sempre più - i fattori portanti. Gli alpinisti di domani andranno alla ricerca di montagne inesplorate e in regioni del mondo lontane dai riflettori, cercheranno di aprire nuove vie, affrontando elevati livelli di esposizione e difficoltà. Secondo Stefan Glowacz "nell'immediato futuro occorrerà impegnarsi in una scrupolosa azione di comunicazione, per cercare di trasmettere e far conoscere al pubblico montagne poco note ma molto difficili, lontane dalle classiche spedizioni commerciali e dai soliti grandi 8000. Luoghi in cui gli alpinisti vivono e vivranno intense esperienze di vita".
E dopo una frizzante serata, la seconda giornata all' IMS si è aperta con una serie di attività sul campo. Simone Moro, Cris Boninghton e Alexander Huber hanno accompagnato tre nutriti gruppi di escursionisti nelle vallate circostanti Bressanone. Noi abbiamo camminato in compagnia di Simone Moro verso il Rifugio delle Odle "Geisleralm" sotto una fitta nevicata. Cammin facendo si è parlato nuovamente di alpinismo e di eperienze vissute sulle montagne di tutto il mondo, trasformando l'escursione in un vero e proprio momento di incontro tra i frequentatori comuni della montagna e uno dei più forti arrampicatori contemporanei. La "piattaforma" di confronto voluta dal comitato organizzatore ha così preso pienamente forma.
Il summit dell'Alto Adige preseguirà sino all'8 novembre, proponendo, ogni giorno, incontri con alpinisti, - sul palco saliranno Lynn Hill, "Manolo" Maurizio Zanolla, Steve House, Doug Scott e molti altri - escursioni e convegni di approfondimento dedicati alle diverse declinazioni dell'arte di salire le montagne (programma completo).
L' IMS è appena nato ma già assomiglia agli "Ab Klettern" d'un tempo. L'usanza risale ai primi anni trenta: a novembre i migliori alpinisti solevano partire assieme per un’ultima scalata e mentre salivano si scambiavano esperienze e idee sulle tecniche di scalata, tendenze e conquiste nell’alpinismo e sui nuovi metodi per l’assicurazione. Nelle Dolomiti questa tradizione è rimasta viva fino alla fine degli anni settanta.
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venerdì 30 ottobre 2009
Anche Hans Kammerlander nel film Skiing Everest
ALPINISMO - I migliori alpinisti-sciatore del mondo saranno i protagonisti dell’ultimo film-documentario realizzato dal noto regista Les Gutham, già autore in passato di numerose pellicole di montagna, per le quali ha anche ricevuto nomonation agli Emmy Awards.
Il cast di ‘Skiing Everest’, nelle sale americane dal 10 gennaio, comprende il due volte iridato di sci estremo Chris Davemport, la prima donna nella storia a superare gli 8000m di altezza, Laura Bokas, senza dimenticare professionisti del calibro di Fredrik Ericsson, Mark Newbomb, Mark e Steve Marolt e l’altoatesino Mark Khammerlander, già compagno di cordata di Reinhold Messner, salito in cima a 13 dei 14 Ottomila.
Il racconto è decisamente realistico e descrive nel dettaglio ogni tipo di pericolo, ostacolo o avversità che si possono presentare lungo l’ascesa e la discesa del Tetto del mondo. Un omaggio, quindi, all’avventurosa vita dell’alpinista, che promette di diventare un cult per gli appassionati.
Il cast di ‘Skiing Everest’, nelle sale americane dal 10 gennaio, comprende il due volte iridato di sci estremo Chris Davemport, la prima donna nella storia a superare gli 8000m di altezza, Laura Bokas, senza dimenticare professionisti del calibro di Fredrik Ericsson, Mark Newbomb, Mark e Steve Marolt e l’altoatesino Mark Khammerlander, già compagno di cordata di Reinhold Messner, salito in cima a 13 dei 14 Ottomila.
Il racconto è decisamente realistico e descrive nel dettaglio ogni tipo di pericolo, ostacolo o avversità che si possono presentare lungo l’ascesa e la discesa del Tetto del mondo. Un omaggio, quindi, all’avventurosa vita dell’alpinista, che promette di diventare un cult per gli appassionati.
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lunedì 26 ottobre 2009
Officiati ieri a Colere i funerali di Roberto Piantoni
ALPINISMO - Roberto Piantoni, l'alpinista morto lo scorso 14 ottobre in Tibet sullo Shisha Pangma, può ora riposare nella sua Colere. Si è infatti svolta ieri la commemorazione funebre che ha visto una grandissima partecipazione. L'urna contenente le ceneri di Roberto è stata portata dal compagno di cordata Marco Astori, accompagnato dalla madre, dalle sorelle e dalla fidanzata dell'alpinista. Erano presenti molti alpinisti, nonchè tutte le guide alpine della Lombardia di cui Piantoni era istruttore. Presenti anche diverse autorità comunali e provinciali.Foto: L'Eco di Bergamo
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venerdì 23 ottobre 2009
Domenica i funerali dell'alpinista Roberto Piantoni
MONTAGNA - Roberto Piantoni è stato cremato. L'urna contenente le ceneri arriverà in Italia domani pomeriggio alla Malpensa. Domenica a Colere alle ore 15 si terranno i funerali. Lo sfortunato alpinista bergamasco è morto a causa di un'incidente il 14 ottobre sullo Shisha Pangma. La sua salma è stata recuperata con non poche difficoltà tre giorni dopo. Ci sono voluti altri tre giorni per portare la salma a Kathmandu, dove è stata cremata in un luogo sacro.
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